Mosin Nagant - carabina modello 1944 esercito slavo

 

 

Sul sito www.exordinanza.net c'è una scheda dell'ottimo amico Franz64 dedicata a questa carabina.

In effetti non è diversa dalla carabina Mosin Nagant 44 russa, che i paesi del blocco est hanno utilizzato ampiamente.

La particolarità è nel fatto che questa è stata ceduta alla Jugoslavia, paese che nel secondo dopoguerra ha sempre fatto parte, almeno ufficialmente, dei paesi non allineati.

Ma l'armamento... ci dice chiaramente che un "allineamento" c'era, ed era preciso. Era la stessa Jugoslavia che voleva a tutti i costi Trieste, era la stessa Jugoslavia degli eccidi (e delle foibe) di Tito.

Era la stessa Jugoslavia che fingeva di voler comprare i BM59 (i "FAL" italiani) dalla Beretta, per spingere l'URSS a regalarle un impianto per la fabbricazione dei fucili SKS, riuscendoci.

 

A vederlo così, questo è un normalissimo Mosin Nagant 44... e ci sono solo due particolari che ci "raccontano" che questo fucile ha armato l'esercito titino, e sono un punzone sul calciolo, "1.TRZ", che indica lo stabilimento nel quale i fucili furono sistemati dopo averli ricevuti, e l'alzo che veniva sistematicamente sbrunito nella parte posteriore, anche se mi è capitato, esaminando grosse quantità di questi fucili, di trovarne rarissimi esemplari con l'alzo ancora totalmente brunito, ma è impossibile stabilire se si trattò di una "dimenticanza" degli slavi, o se l'alzo sia stato sostituito dall'importatore perché magari il pezzo originale era danneggiato.

 

L'azione è, ovviamente, quella classica russa...

 

 

Questo è l'alzo, sbrunito nella parte posteriore, che è il primo indizio del passaggio per la Jugoslavia di questo fucile

 

 

e questa è la prova lampante... il punzone 1.TRZ sulla pala del calcio, in aggiunta ai punzoni originali russi.

 

 

Come capita spesso sui Mosin Nagant, il calciolo è stato ri-matricolato

 

 

 

e questo è il crest... fucile fabbricato a Ishvesk nel 1946, ed i punzoni sul crest sono rimasti quelli originali. Si tratta in effetti dell'ultimissima produzione russa, subito prima di cedere le linee di produzione ai paesi satellite, e mentre già erano in produzione i semiautomatici Simonov SKS 45.

 

 

Il dettaglio del supporto laterale per la baionetta, ci permette di datare il fucile anche senza guardare l'anno di produzione punzonato sul crest. Il supporto è infatti del secondo tipo, dotato anche di blocco della baionetta nella parte posteriore, per impedire che la baionetta si aprisse a compasso in maniera involontaria.

 

 

Me la sento di fare mio un consiglio utilissimo di Franz64: "se vi capiterà di tirare qualche colpo con un fucile modello 44, prima di armarvi di martelli e punzoni per spostare forsennatamente il mirino, provate a sparare con la baionetta aperta. Può sembrare molto “combat ready” e scatenare qualche commento salace, ma queste armi venivano tarate in questa maniera e con la baionetta chiusa i risultati sul bersaglio possono dare qualche dispiacere."