
Mauser TGF
L'ultimo dei Mauser
Sono già diverse volte che definisco un fucile "l'ultimo dei Mauser".
Ma ci sono sempre state delle buone ragioni... ad esempio perchè si trattava di un aggiornamento di fucili preesistenti, come nel caso dei fucili FR7 e FR8 spagnoli che, pur mantenendo "il cuore" dei Mauser, sono stati fortemente modificati.
In questo caso si tratta dell'ultimo "vero" K98K prodotto. Il 1945 era passato, la Seconda Guerra Mondiale era finita, ed era iniziata l'era dei fucili semiautomatici.
Ma mentre i sovietici producevano camionate di AK47 ed in alcuni "paesi satellite" si producevano le carabine SKS, nel 1950 alla WaffenFabrik di Brno si producevano ancora i Mauser K98K, utilizzando gli stessi macchinari che avevano prodotto i K98K per i tedeschi. In effetti si trattava dell'unica linea di produzione bellica dei fucili Mauser a non avere subito pesanti danneggiamenti, e soprattutto ad essere rimasta al suo posto.
Questi fucili nel dopoguerra erano stati inizialmente prodotti per la Polizia Danese. Dubito che siano mai stati veranente utilizzati, ma che in Danimarca ci siano arrivati è quasi certo.
Infatti i primi Mauser TGF comparvero sul mercato canadese dell'ex ordinanza nel 1967-1968. Erano quasi tutti in condizioni mint, e l'importatore era la Leaver Arms di Vancouver, Columbia Britannica, Canada, che li aveva importati dalla Danimarca e li vendeva come "Mauser danesi".
Ma sappiamo che tanti Mauser "TGF" finirono nella DDR, la "Germania del muro", dove furono utilizzati assieme a tanti altri fucili ormai obsoleti. E tanto per avere un metro di paragone che permetta di valutare le armi utilizzate dalla DDR basti pensare che risultavano in dotazione i Mosin Nagant 91/59 (anche questi probabilmente riarsenalizzati in Cecoslovacchia!) ottenuti alla fine degli anni cinquanta accorciando dei fucili del secolo precedente!
Con i Mauser "TGF", la sorpresa l'hanno avuta gli americani in Iraq, quando si sono trovati davanti dei Mauser TGF con il punzone della "JEEM" irakena, dimostrazione evidente dei rapporti militar-commerciali che avevano legato l'Iraq ed i Paesi del blocco comunista.
Riguardo al punzone TGF, esistono in merito mille ed una leggenda. La più accreditata vuole che si tratti di una abbreviazione in tedesco di "Tschechoslowakische Gewehr-Fabrik", cioè "fabbrica d'armi cecoslovacca". In effetti non è ben chiaro per quale ragione i cecoslovacchi avrebbero dovuto utilizzare un'abbreviazione tedesca, salvo che l'idea non fosse quella di fornire quei fucili solo alla DDR dove i soldati avrebbero saputo, dal punzone, che non si trattava degli stessi fucili che avevano utilizzato pochi anni prima quando militavano nella Wehrmacht, ma di nuovi fucili prodotti dai compagni cecoslovacchi per i compagni tedeschi.
Un esperto americano sostiene che le sigle utilizzate in quegli anni dai Cecoslovacchi derivassero tutte da "TGF" mediante l'utilizzo della lettera successiva o precedente dell'alfabeto, utilizzando un sistema di crittografia per sostituzione detto "cifrario di Cesare" (e qui ho rimediato una figura da troglodita cercando disperatamente la traduzione italiana del termine inglese "Caesar cypher", e quando il cugino Andrea me l'ha fornita mi sono reso conto che sto veramente invecchiando, perchè erano giorni che giravo su Google attorno a Giulio Cesare ed alla sua crittografia senza essere venuto a capo di nulla!).
Tornando al "cifrario di Cesare", sostituendo le lettere precedenti alla T ed alla F di TGF, e sostituendo la lettera successiva alla G, otteniamo "SHE", produttore dei fucili semiautomatici cecoslovacchi modello VZ52 e VZ52/57. Utilizzando ancora lo stesso sistema, come prossima "chiave" troviamo "RID", ancora una sigla utilizzata dai cecoslovacchi per la produzione di armi.
In effetti si tratta di una teoria non provata che nasce dalla visita effettuata dall'esperto americano alla cecoslovacca Sellier e Bellot nel 1993. La guida dell'azienda, che era uno dei più vecchi dipendenti in servizio, riferiva dell'utilizzo di questi codici anche nella produzione di munizioni, e vale la pena di ricordare i fondelli delle munizioni in calibro 7,62x45 e 7,62x39 che riportavano i produttori AYM e BXN, ottenuti con lo stesso sistema di cifratura.
Riepilogando, i Mauser prodotti ex novo negli anni cinquanta del ventesimo secolo sono stati quelli della Fabrique Nationale belga (venduti ad Israele) e quelli prodotti a Brno nella fabbrica della CZ che era stata fornitrice della Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale.
Vale la pena di ricordare che i fucili prodotti dalla Cecoslovacchia sono riconoscibili comunque dal marchio nazionale, rappresentato da una "T" inscritta in un cerchio. Questo marchio lo troviamo sui Mauser TGF, sui fucili semiautomatici VZ52 e VZ52/57, sulle pistole 52 e sui VZ58, oltre che su qualche Mosin Nagant che in Cecoslovacchia è stato riarsenalizzato.
Le foto sarebbero inutili, perchè si tratta di un Mauser K98K dei più classici. I legni sono migliori di quanto non sembrino e sono sostanzialmente molto buoni, a parte che sembrano ricoperti da una vernicetta protettiva che ricorda la gommalacca tipica dei Mosin Nagant. Rispetto ai classici K98K prodotti in Cecoslovacchia notiamo soltanto il grilletto che, contrariamente al solito, non è di tipo "invernale". La numerazione non è quella classica tedesca di 4 numeri ed una lettera in corsivo, ma di 5 numeri (in questo caso attorno a 19000)

Anche l'alzo è quello al quale siamo abituati

La "vera novità" è soltanto il crest, un "TGF" con l'anno di produzione. Sul lato sinistro, a fianco della matricola (particolare non fotografato) compare il marchio di proprietà cecoslovacco, ovvero la già citata "T" inscritta in un cerchio.

L'anteriore rivela l'uso di lamiera stampata, tipico dei Mauser di produzione tarda

Il mirino, protetto dalle due alette laterali, merita una foto dettagliata.

In questa foto della pala del calcio è interessante notare che il calciolo risulta appiattito, mentre la canna risulta in condizioni assolutamente ottime. Questo mi fa pensare che il fucile sia stato utilizzato da qualche corpo di guardia, cosa che giustificherebbe lo scarso o nullo utilizzo della canna mentre il calciolo pare abbia sofferto per i ripetuti colpi a terra.

Ecco gli esplosi, in bianco e nero ed a colori.
Come manuale, va benissimo quello del Mauser K98K prodotto negli stessi anni dalla Fabrique Nationale. Eccolo.