
Garl Gustafs 63 Match
Non è un fucile militare, nel senso che non è mai stato un'arma d'ordinanza.
Ma in Svezia il tiro è una cosa seria, come in Svizzera, ed è uno sport molto popolare.
E così il 1° Maggio nasceva il Carl Gustafs 63 da competizione, un gran fucile usato sia per le gare militari che per quelle civili.
In effetti nel 1963 non esisteva più la Carl Gustafs Gevärsfactori, perchè era stata conglobata nelle "industrie della difesa svedese", la Förenade Fabriksverken, e la denominazione Garl Gustafs era rimasta perchè non si trattava di un fucile di nuova produzione, ma solo del miglioramento di fucili militari già presenti in arsenale, e nessuna nuova azione venne prodotta appositamente per questo fucile.
La Förenade Fabriksverken produsse circa 60.000 di questi fucili da tiro, utilizzando come base meccanica delle carabine M/94, dei fucili M/96 e rari fucili M/38 Husqvarna.
Successivamente, altri fucili furono prodotti anche da fabbriche non militari, principalmente dalla Norma.
I fucili erano stati resi a canna flottante, e la diottra che veniva fornita di serie inizialmente era quella Carl Gustafs da 2 millimetri ed ovviamente senza l'alzo metallico. Ma il supporto era realizzato in maniera da potere accogliere numerosi tipi di diottre commerciali.
Ecco l'azione, con la manetta dritta. La manetta d'armamento "con lo scalino" non era usata sul CG63, ma sui fucili M6 ed M7.

La meccanica originale è una Husqvarna del 1943

L'anno punzonato è il 1943, ed il fucile è monomatricola. Ma la matricola, secondo Poyer è del 1942.
In effetti secondo Poyer nel 1942 furono prodotti dalla Husqvarna 15.000 fucili, con ultima matricola 695810, quindi è probabile che il fucile sia stato prodotto nel Dicembre 1942 ed accettato all'inizio del 1943.

La diottra non è una Carl Gustafs, ma una Söderin, cioè una evoluzione della diottra Pramm. La produzione iniziò a Stoccolma alla fine degli anni 40 del XX secolo, per essere successivamente spostata in altre località.
La diottra Söderin veniva fornita con tre diversi dischetti di regolazione riconoscibili dal colore (bianco, giallo e rosso) per adattarla a due diversi caricamenti delle munizioni Norma, ed alle munizioni in calibro 7,62 NATO (ma in Italia nel 2005 il CG63 in calibro .308 Winchester non è ancora stato catalogato, se non in una versione accorciata).

Una vista posteriore della diottra

E la punzonatura che la identifica

La parte anteriore dell'arma, ed il mirino è alloggiato nel tunnel ed è intercambiabile

Ovviamente ogni tiratore sceglieva l'inserto del mirino a seconda delle proprie necessità e delle preferenze personali

Il calciolo, di materiale polimerico, riporta la classica "C" coronata.

Un'altra curiosità che può essere utile per capire chi ha costruito il pezzo che stiamo osservando, è che il marchio di accettazione, stampato su parecchie parti del fucile e rappresentato da una corona, è in asse con il fucile se si tratta di un'arma prodotta dalla Carl Gustafs, ed inclinato di 45 gradi se si tratta di una produzione Husqvarna.
Visto che su questo aspetto ci sono stati parecchi "brusii", se non bastasse quanto affermato da Joe Poyer, lo stesso dato è riportato sul libro che nel 2005 è il più autorevole sui Mauser svedesi, ovvero "Crown Jewels - The Mauser in Sweden" di Dana Jones, edito dalla Collector Grade Publication.
Per quanto riguarda invece i numeri e gli anni di produzione, qui c'è una tabella.
E, come al solito, qui c'è il manuale (tradotto in inglese) mentre qui c'è l'originale in svedese.