Fotografare i fucili
Nelle redazioni delle riviste specializzate italiane, viene consigliato ai redattori che si occupano di armi di utilizzare macchine fotografiche compatte, dotate di flash incorporato, perchè considerate facili da utilizzare, visto che non richiedono nessun tipo di conoscenza fotografica.
Evidentemente è passato troppo tempo da quando le fotografie di copertina di quella che considero la migliore rivista italiana nell'ambito del collezionismo ex ordinanza le scattava... Oliviero Toscani.
Le macchine fotografiche digitali compatte possono fare un ottimo lavoro, spesso hanno discreti obiettivi zoom, e possono essere realmente utilizzate anche da chi sia completamente a digiuno di basi di fotografia.
Per contro le foto scattate con le compatte hanno numerosi difetti, che vanno dalla distorsione tipica degli obiettivi zoom, all'aberrazione cromatica, alla micidiale "flashata diretta", fino all'elevata "rumorosità" dell'immagine causata dalle dimensioni minuscole del sensore.
Il problema non è la quantità di Mega Pixel, ma la qualità piuttosto limitata delle ottiche unita alle dimensioni molto piccole del sensore.
Mi ha contattato una rivista americana che aveva bisogno di alcune foto, e l'unica raccomandazione è stata quella di non utilizzare una fotocamera compatta, ma "una macchina fotografica seria".
In effetti, tutte le foto su questo sito sono scattate con macchine compatte, perchè per la pubblicazione sul web la qualità di una discreta compatta basta... e avanza. Ma per utilizzare una fotografia digitale per ottenere una buona stampa, ci vuole una buona macchina fotografica, con un buon corredo di obiettivi ed un sensore di generose dimensioni.
Inizialmente avevo pensato di utilizzare una macchina a pellicola in medio formato, la classica Hasselblad 500 CM, ma le dimensioni del negativo di 6x6 centimetri non sono ottimali per riprendere oggetti lunghi come i fucili, e la seccatura di dovere sviluppare chimicamente le pellicole per poi effettuare una scansione mi hanno dissuaso, ed ho optato per una reflex digitale Nikon.
D'altra parte... anche i fotografi di National Geographic si sono ormai convertiti al digitale!
Tutto il lavoro è stato effettuato in casa, utilizzando solo luci artificiali per evitare possibili dominanti localizzate causate dalle diverse temperature di colore delle fonti luminose.
Considerate le dimensioni limitate dello studio di posa improvvisato, ho utilizzato solo obiettivi grandangolari

cioè un 20 mm., un 28 mm., oltre ad un 60 mm. macro per le riprese dei particolari, evitando l'uso di obiettivi zoom che hanno generalmente una resa ottica inferiore, anche se sono sicuramente più pratici nell'uso.
Ovviamente queste foto "di documentazione" sono state realizzate con una fotocamera compatta, e malgrado si tratti di una macchina di discreta qualità nel suo segmento (Canon Ixus 5MP), si notano le "flashate" impietose sul metallo.
Come fonti di luce ho utilizzato un flash da studio Walimex 420W, dotato di lampada pilota, puntato contro un ombrello riflettore per ottenere un'illuminazione indiretta, oltre ad un secondo flash Nikon utilizzato solo come "filler" per schiarire le ombre.

Ho evitato gli scatti a mano libera, preferendo posizionare la macchina su un treppiede Manfrotto.
Con questa configurazione ho fotografato l'arma nel suo insieme, utilizzando un secondo flash, non inquadrato, per schiarire le ombre:
La foto qui sopra è un "concentrato" di tutti i problemi creati da una fotocamera compatta. Si va infatti dall'immagine parassita che si vede chiaramente sulla gamba del tavolo, ad una "rumorosità" inaccettabile di tutta l'immagine, che si nota soprattutto osservando la zona attorno all'alzo del fucile.
Inoltre il flash non è stato in grado di eliminare le ombre, e si nota chiaramente l'ombra della canna sul limbo.
Per fotografare i particolari ed i punzoni ho dovuto avvicinare il cavalletto, ed in questa occasione si è rivelata utilissima la possibilità offerta dai cavalletti Manfrotto della serie "pro" di montare orizzontalmente la colonna centrale:

Trattandosi di un lavoro eseguito su commissione non mi pare opportuno inserire qui le foto scattate per la rivista.
Solo come termine di paragone, la foto sopra il titolo fa parte di quelle scattate con la reflex, e non l'ho spedita perchè ci sono troppi riflessi causati da un cattivo dosaggio da parte mia della luce dei flash.
Ma con un click sull'immagine, si aprirà una nuova finestra che rende l'idea del livello di dettaglio ottenibile.
Basta considerare che quelle macchioline bianche all'altezza della camera di cartuccia sono granelli di polvere che non avevo provveduto ad eliminare!