Fucile Beretta brevetto 1934 in calibro .22lr

 

Il 6 Ottobre del 1934 il Sottosegretario Onorevole Renato Ricci, fondatore e Presidente dell'Opera Nazionale Balilla, firmò una circolare con la quale stabiliva che i moschetti Balilla non dovevano più essere considerati "sparanti".

Ringrazio di cuore Oscar per avermi procurato tutti i supporti cartacei:

 

 

Pare che il principale problema dei Balilla fosse la baionetta. Non perchè non funzionasse, ma perchè ogni tanto qualcuno si faceva male, e non doveva essere facile tenere a bada dei ragazzini dotati di fucili con la baionetta!

Per adottare un nuovo fucile per i Balilla, c'era stato un concorso e ne era uscito vincitore il fucile presentato dalla Beretta, che era stato ottenuto modificando in calibro .22lr dei moschetti Vetterli ormai obsoleti.

Non era la prima volta che si tentava questa strada per cercare di riutilizzare in qualche modo i fucili Vetterli. Mi è capitato di vedere un fucile Vetterli punzonato "brevetto 1914" ridotto in calibro .22LR inserendo una canna eccentrica che consentisse al percussore a fuoco centrale del Vetterli di funzionare come un percussore anulare, preferendo spostare la posizione del fondello piuttosto che il percussore.

Poi sono note le modifiche del 1916 che consentirono di trasformare numerosi fucili Vetterli 1871/87 in calibro 6,5 Carcano.

In questo fucile destinato ai giovani, la Beretta ha invece preferito modificare l'otturatore per ottenere la percussione anulare delle munizioni in calibro .22LR.

 

 

In questo fucile si nota che il caricatore Vitali è stato rimosso, ed al suo posto è stata inserita una placca brunita, ma mi è capitato di vedere anche dei fucili Beretta brevetto 1934 ancora dotati del caricatore Vitali.

Mi rendo conto che questo fucile così lucido sembra restaurato da un falegname più avvezzo a verniciare comodini e canterani che fucili.

Eppure la cartouche sul calcio, assolutamente perfetta, lascia pensare che il fucile sia assolutamente originale e non sia stato manomesso:

 

 

L'azione si presenta come quella del Vetterli

 

 

L'alzo è fisso, e la vite centrale consente di ottenere dei piccoli aggiustamenti.

 

 

Ecco l'otturatore, e si nota l'estrattore del bossolo spento

 

 

Stavolta l'estrattore è in primo piano e sulla parte frontale del percussore, parzialmente avanzato, si nota il foro decentrato del percussore.

 

 

La produzione di questo fucile è avvenuta nel 1941. L'Opera Nazionale Balilla era confluita già nel 1937 nella Gioventù Italiana del Littorio

 

 

Il fucile è stato testato al Banco di Prova solo l'anno dopo, nel 1942

 

 

Ed ecco il meccanismo di sicura. Gli americani lo definirebbero "idiot proof".

 

 

Ancora grazie al contributo dell'amico Oscar, possiamo coderci le scansioni delle pubblicità dell'epoca, sia quelle destinate all'Unione Italiana Tiro a Segno:

 

 

che quelle pubblicate sulle riviste: