Attrezzi utili per il collezionista

 

Di tanto in tanto ci troviamo in armeria, e stiamo cercando di capire se ci viene offerto un buon fucile o se è solo una fregatura.

Sappiamo che nella quasi totalità dei casi non ci verrà permesso di smontarlo, né tantomeno di fare un calco della camera di cartuccia o della canna usando il "Cerrosafe Alloy" o lo zolfo.

Praticamente, stiamo comprando "a scatola chiusa", ed a nostra difesa abbiamo solo la (poco applicata!) Legge a tutela dei consumatori che ci consentirà (forse!) di esercitare una sorta di diritto di recesso in tempi brevissimi, e quindi appena arriveremo a casa la prima cosa che faremo sarà quella di smontare il fucile per verificare che non ci siano vizi nascosti.

La Legge di Murphy ci insegna che se la canna ha delle camolature, queste saranno sicuramente nella parte inferiore, che in armeria era coperta dai legni che non abbiamo potuto smontare!

Ed appena smonteremo la calciatura, potremmo trovare decenni di incuria e di ruggine!

Per questo... in armeria c'e' poco da fare, se non osservare attentamente, con una buona lente ed una buona torcia, la linea della canna a contatto con i legni. Se la parte inferiore della canna è ridotta male, probabilmente lungo quella linea si noteranno delle brutte "infiorescenze".

Ma ci sono cose per le quali è quasi impossibile tornare in armeria a protestare... ad esempio se la canna era troppo usurata la risposta che riceveremo sarà: "beh... l'hai avuta in mano, l'hai guardata e l'hai comprata. Evidentemente la canna era buona!".

In effetti uno che abbia un po' di pratica, una canna "malmessa" la dovrebbe riconoscere, un tratto di canna privo di rigature o con dei rigonfiamenti lo dovrebbe riconoscere, e l'angolo della rigatura che non ha uno spigolo vivo dovrebbe essere ben visibile.

Eppure a volte non e' così facile... perché la rigatura di uno Schmidt Rubin e' strutturalmente molto diversa da quella di un P17, e allora è meglio premunirsi ed arrivare in armeria con qualche attrezzo.

Sicuramente è opportuno portarsi un po' di scovoli di varie misure e di pezzuole... perché vogliamo vedere la canna com'è, e non ricoperta di strati di grasso e di polvere, ed a volte in armeria lo scovolo giusto "manca", e magari dentro la canna c'è lo scheletro di un topo :-).

Meglio portarsi dietro anche una bacchetta di pulizia, nel malaugurato caso che in armeria mancasse anche quella. Se non ce ne danno una, possiamo sempre dire: "ah... ne ho una io nel portabagagli della macchina... la vado a prendere!".

Una volta che la canna è pulita, è il caso di cominciare a guardarla. Possiamo usare la piletta che ci fornirà l'armeria, con una luce fioca che sembra un lumino del cimitero, o possiamo usarne una nostra. Ce ne sono di molti tipi, io preferisco la mini-Maglite perché è dotata di una fibra ottica (optional) lunga mezzo metro che permette di indirizzare la luce dove si vuole, facendo scorrere la fibra ottica lungo la canna ed osservandola dalla parte opposta.

Questa è quella che uso di solito:

 

 

chiaramente la rigatura dovrebbe (deve) avere uno spigolo vivo, l'altezza deve essere costante lungo tutta la canna, non devono esserci punti in cui è più consumata, e questo sistema di osservazione va adattato all'arma... se sto guardando un fucile Carcano 1891, le rigature dovranno essere quattro e non sei, ed il passo di rigatura non dovrà essere costante, ma progressivo, perché questa è una caratteristica di quello specifico fucile. Se le rigature sono sei ed il passo è costante... quel fucile è stato ritubato, e per quanto mi riguarda resterà nella rastrelliera dell'armeria!

Ma quella rigatura... sarà alta il giusto? O sarà troppo consumata? Per un bravo armaiolo (e ce ne sono pochi!) ci vuole un attimo a stabilirlo, usando solo l'occhio.

Ma se uno non fa l'armaiolo di professione, forse è meglio documentarsi prima (raccogliendo su internet i dati di quale deve essere il "diametro tra i pieni" di una buona rigatura per il calibro che ci interessa) ed usare qualche attrezzo.

Io uso dei tamponi, che sembrano dei cilindri, ma sono in effetti dei tronchi di cono con una conicità minima. Infilo un tampone dalla volata, e vedo dove si ferma. Il tampone è contrassegnato da delle tacche, e ad ogni tacca corrisponde un valore. Ovviamente... il valore tra una tacca e l'altra corrisponde al valore medio delle due tacche!

Ecco i miei tamponi... i primi due per misurare valori compresi tra 6,35 e 7,20 millimetri

 

 

ed i successivi due per i valori compresi tra 7,45 e 8,20 millimetri

 

 

fermo restando che per alcuni calibri più usati è possibile utilizzare dei kit di calibri "passa - non passa", che sono dei cilindri lavorati con tolleranze centesimali che permettono di vedere il diametro tra i pieni in maniera molto precisa.

 

Questo è un esempio di calibri di produzione attuale, in questo caso da .254 a .270:

 

 

e si nota come ognuno sia contrassegnato con il valore, sia sul calibro

 

 

che sul contenitore

 

 

fermo restando che, dove se ne sia in possesso, è ideale l'utilizzo dei calibri militari originali, come questi (inglesi) per il calibro .303 British, che sono corredati anche dalle "verifiche" per accertarsi che i valori di head-space siano corretti:

 

 

Finito l'esame della canna, sarà il caso di dare un'occhiata al fucile nel suo insieme.

I legni non dovranno essere fessurati, non ci dovranno essere segni di cedimento, e sarà opportuno dare una buona occhiata ai punzoni ed alle bruniture, ricordandosi che molto spesso dei punzoni "non corretti" vengono abrasi con la saldatura, e la parte interessata al "taroccamento" viene ribrunita.

Ad occhio nudo, ed alla luce del sole, pare che un punzone in quel punto non ci sia mai stato... ma spesso basta illuminare il fucile con una luce ultravioletta, ed ecco che il punzone cancellato ritorna visibile... e la brunitura "ripresa" appare come una chiazza di colore diverso.

In effetti... i colori non esistono... ed il giallo (o qualunque altro colore) appare tale ai nostri occhi perché riflette la luce con la quale viene illuminato con una frequenza che il nostro occhio (che non è altro che una "antenna" in grado di ricevere particolari frequenze) decodifica come "colore giallo".

Ma se cambiamo le carte in tavola, e cambiamo il tipo di illuminazione il colore ci apparirà diverso. Ad esempio, nel caso del giallo, se lo osserviamo sotto una luce blu ci apparirà verde.

Ma non siamo registi... a noi interessano i fucili :-)

E chi si mette a modificare un fucile, ribrunendo zone sbrunite, o cancellando numeri di matricola "non congrui", lo fa alla luce del sole, o alla luce di una lampada.

E noi... lo smascheriamo cambiando le carte in tavola, applicando una luce ultravioletta!

Ci sono tanti tipi di lampade portatili a luce ultravioletta.... fino ad un po' di tempo fa le più comuni erano queste, a luce fredda:

 

 

ma da un po' di tempo sono arrivate anche delle mini-torce a led (diodi ad emissione di luce), contraddistinte da una buona potenza e da un limitatissimo consumo.

Queste sono due torce a led, quella a sinistra è una 12 led che emette luce ultravioletta, ed è alimentata da una singola pila a stilo, mentre quella a destra è una torcia a led bianchi (luce chiarissima molto potente), ed è del tipo a 21 led, alimentata con tre batterie mini-stilo, che si rivela ottima per esaminare la parte della canna a contatto con i legni alla ricerca di imperfezioni che lascino supporre della ruggine o delle camolature nella parte della canna nascosta dai legni.

 

 

Visto che siamo in tema di "legni", e quindi di "smontaggio dell'arma"... quello qui sotto è un attrezzo che può risultare utile per rimontare le viti della meccanica. Si tratta di una chiave dinamometrica che permette, regolando la vite graduata posta all'estremità (e destra nella foto), di stringere delle viti con una forza predeterminata. Non e' un attrezzo "alieno", e non a caso questa è prodotta dalla Anschutz proprio per il serraggio delle viti sulle carabine da tiro:

 

 

Probabilmente mi stanno sfuggendo tantissimi consigli... ma non è facile scrivere di qualcosa che ormai si è abituati a fare sfruttando più il "condizionamento pavloviano" che una "check-list".

Chiunque abbia qualche consiglio da dare, è benvenuto!