Revolver Ordinanza Italiana modello 1889 calibro 10,35 (detto "Bodeo")

Noi italiani eravamo dei poveracci, e credo che nessono l'abbia mai negato.

Come fucile avevamo il Vetterli, del quale avevamo comprato il brevetto in Svizzera. Ma il nostro era monocolpo, per risparmiare!

Ed il primo caricatore applicato al Vetterli, prima della "modifica Vitali", era realizzato in tela, legno e corda.

Sembrava l'opera di un bricoler ubriaco. Ma funzionava, e questo era l'importante!

I soldi erano pochi, le materie prime erano solo un sogno, ed anche sulla qualità della manodopera è meglio stendere un velo pietoso.

Una persona che proprio non stimo mi cita una frase del Prof. Motta, che avrebbe scritto (il condizionale è d'obbligo, vista la fonte!) che gli italiani erano armati di "ignobile ferraglia".

Supponendo che la citazione non sia inventata, e non conoscendo il contesto nel quale sarebbe stata fatta, posso solo dire che gli italiani con quella "ignobile ferraglia" hanno fatto faville.

Qualunque idiota sarebbe stato capace di cacciare i "big five"con un Mauser Gewehr 98, e magari tenendo al fianco, "per sicurezza", una pistola semiautomatica Mauser C96.

Eppure c'è stato chi l'ha fatto (in effetti cacciando i "big four", visto che la tigre non è riuscito a trovarla!) con un Carcano 91, ed un revolver Bodeo in fondina.

Ovviamente era un italiano! Ed ha lasciato la memoria di questi suoi viaggi di caccia e di pesca nel libro, purtroppo ormai quasi introvabile, "I viaggi del Conte G.M. dall'Africa al Ciamciatca".

Per la cronaca il nipote dell'autore del libro citato NON scrive sulle riviste di armi, ed è il maggior esperto italiano di armi ex ordinanza. Buon sangue non mente.

Questa non è una scheda tecnica. Chi cerca una bella scheda con tutti i dettagli la troverà, scritta dall'ottimo Pat, sul sito www.exordinanza.net.

Ma Pat, che è un buon amico ed è una persona seria, non potrà mai scrivere che la Bodeo è l'arma di Dylan Dog, "investigatore dell'incubo" creato dalla matita di Tiziano Sclavi! :-)

Per la cronaca, Dylan Dog trovò quella pistola quando aveva sedici anni, in una grotta, quando trascorse la prima vacanza da solo nel paesino di Moonlight.

E nello stesso periodo ebbe una "difficile" storia d'amore (quale storia d'amore non lo è?) con Marina Kimball :-)

 

 

Ecco una Bodeo da truppa (riconoscibile per il grilletto pieghevole e per l'assenza di ponticello del grilletto) prodotta dalla italiana Glisenti:

 

 

Da questa angolazione vediamo lo sportellino di caricamento aperto, e possiamo notare che le camere sono fresate per alloggiare il collarino del bossolo:

 

 

Ecco il punzone che indica come produttore la bresciana Glisenti. Questo revolver fu prodotto per lungo tempo e da molti produttori, e non soltanto italiani.

Durante la Grande Guerra gli ufficiali dovevano comprarsi autonomamente l'arma da fianco, e le aziende italiane non riuscivano a fare fronte alle numerose richieste seguite alla mobilitazione.

Così parecchie Bodeo furono prodotte all'estero, principalmente in Spagna, e ci fu chi approfittò per importare armi diverse nello stesso calibro che, pur non essendo mai state ufficialmente adottate, furono ampiamente utilizzate (come la Tettoni 1916 già trattata).

 

 

Ecco il revolver parzialmnte smontato, semplicemente ruotando a mano la testa della vite, e sollevando quindi la cartella e la guancetta sinistra.

 

 

Sempre usando solo le mani, si ruota lateralmente il supporto della leva di espulsione dei bossoli, si porta in avanti il perno del tamburo, e questo consente di svincolare ed estrarre il tamburo.

 

 

Ecco a confronto le due pistole usate dagli italiani durante la Grande Guerra. In alto c'è la Tettoni 1916 prodotta in Spagna per conto dell'importatore italiano Tettoni, ed in basso c'è la Bodeo "modello A", in questo specifico caso prodotta da Glisenti.